Ebay si rinnova

EbayEbay, il più grande sito di aste al mondo riposiziona le sue tariffe e le sue opzioni, variando le proprie offerte, e manda una mail a tutti i suoi utenti per informarli delle modifiche.

Leggendo la mail, e la pagina a cui questa rimanda, vediamo che la maggior parte delle modifiche riguardano sostanzialmente la possibilità di sottoscrivere gratuitamente dei servizi, come la galleria delle immagini, che prima erano a pagamento, una sostanziale riduzione di alcune tariffe di inserimento, sopratutto per chi non ha un negozio, ma in compenso aumenta la commissione da pagare per la vendita degli oggetti, che passa dal 5,25% al 7,75%. Qui è possibile vedere tutte le variazioni in corso.

Ebay, in questi ultimi periodi, ha subito una serie di duri colpi alla propria immagine, tanto che in rete si cominciava a parlare di uno sciopero, e forse proprio per questo si è resa necessaria questa operazione di rinnovamento del noto sito di aste.

Alcune delle critiche che vengono mosse ad Ebay da parte dei propri utenti, riguardano l’eccessivo costo per la vendita degli oggetti, sia in termini di tariffe di inserimento, sia per le commissioni sempre più elevate per la successiva vendita, a cui si va spesso ad aggiungere una nuova commissione sul pagamento aggiunta da Paypal.

Forse queste modifiche aiuteranno Ebay a recuperare un po’ dell’immagine persa per strada, ma sono convinto che si stia tirando un po’ troppo la corda e che, continuando con questo comportamento, Ebay stia rischiando un crollo dovuto al malcontento dei propri utenti.

Aria di recessione nell’IT

Aria di crisi nell\'ITHo letto un articolo su Webmasterpoint in cui si parla di un numero sempre maggiore di società che riorganizzano la propria forza lavoro ricorrendo a numerosi licenziamenti.

Nell’articolo si parla poi di una contraddizione tra quello che stà accadendo, e cioè il numero sempre maggiore di licenziamenti, e le dichiarazioni dei responsabili IT di tante società, anche importanti, che lamentano la mancanza di risorse IT da inserire nei propri organici. Come se la domanda ci fosse ma mancasse proprio l’offerta.

Io mi sono fatto una mia idea personale della questione… e cioè che non è vero affatto che mancano le risorse da impiegare nell’IT, ma che chi le dovrebbe impiegare ha un difetto sempre più presente nei nuovi manager, CEO, CIO o come li vogliamo chiamare… la scarsa voglia di investire in questo bene prezioso che sono i giovani.

In effetti si sente sempre parlare di contratti a termine, lavoro in affitto, co.co.co., co.co.pro. e chi più ne a più ne metta, ma la vogliamo smettere? Se uno è bravo e fa bene il suo lavoro, perchè non dobbiamo riconoscergli adeguatamente ciò che fa? Questo è un problema molto grave e che alla lunga possiamo rappresentare come un cane che si morde la coda.

Io ditta non investo adeguatamente in risorse umane e questo mancato investimento mi si ritorce contro in forma di perdita di competitività, di immagine, di capacità a produrre. Per non parlare poi della scarsa motivazione del personale sottopagato.

E non pensate che capiti solo nelle big company, anche nelle piccole e piccolissime imprese questo problema esiste ed è forse anche più grave, perchè spesso ne va della sopravvivenza delle imprese stesse. Personalmente avverto questo problema quando non mi viene riconosciuto il lavoro che svolgo sia come consulenza per nuovi investimenti in infrastrutture IT sia a livello di assistenza, come se, il lavoro fatto per consigliare le migliori soluzioni tecnologiche, con tutto lo studio che c’è dietro, non esistesse per niente. Ecco, in questi casi, pochi per fortuna, viene voglia quasi di mollare tutto per un impiego fisso… come se ne esistessero ancora.

PS: per fortuna poi la passione per il lavoro che svolgo prevale sempre… ;-)

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