Sembrerebbe proprio non i nostri deputati, almeno a giudicare dai risvolti comici che sta assumendo la vicenda legata alla proposta di legge a firma (si fa per dire) dell’On Gabriella Carlucci, la quale ha pubblicato in anteprima sul proprio sito web, quella che dovrebbe essere nelle sue intenzioni una regolamentazione della rete, atta ad impedire comportamenti illeciti di natura sessuale e di pedofilia.
In realtà la proposta mira ad impedire connessioni anonime in rete (chissà come poi…), e quindi trovare più facilmente quei criminali che ogni giorno compiono reati gravissimi, scaricare un mp3 o un film pirata.
La cosa divertente di tutto questo, non è la proposta in sè, questa si aggiunge alle tante che si sentono ogni giorno, ma il fatto che la proposta di legge non è stata scritta dall’On Carlucci, o dal suo staff, come ci si potrebbe aspettare, ma dal presidente di una associazione di editori audiovisivi (Univideo) che mira a tutelare gli interessi, peraltro legittimi, di pochi imprenditori, e non certamente a sconfiggere il dilagare della pedofilia in internet.
Un breve riepilogo della situazione attuale:
- Sul sito dell’onorevole è possibile scaricare il documento in formato word della proposta di legge.
- Visualizzando le proprietà del documento è possibile vedere come il documento è stato scritto da Davide Rossi della società Univideo.
- Cercando in rete una relazione tra la società Univideo e Gabriella Carlucci troviamo numerose pagine nelle quali è possible trovare commenti entusiasti del Sig. Rossi alla proposta di legge dell’On Carlucci (e te credo…
)
Ora mi chiedo, ma queste persone non dovrebbero rendere conto del proprio operato? Non dovrebbero spiegare perchè una legge che dovrebbe, nelle parole demagogiche e propagandistiche dell’On Carlucci, tutelare i minori, in relatà mira a (grassetto mio):
E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.
Ferme restando le attribuzioni della Magistratura penale, civile e amministrativa, nonchè le funzioni degli organismi indipendenti di controllo già operativi, che in nessun modo vengono modificate, Governo è delegato a istituire, presso l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il “Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet”.
Questi due punti della legge in oggetto, indicano sostanzialmente un paio di cose molto importanti, primo che le leggi che già ci sono in materia, sono buone , tanto che esse in nessun modo vengono modificate, e secondo che il reato che si vuole istituire è quello di immissione in rete ed in forma anonima di contenuti audiovisivi.
Mi piacerebbe inoltre che spiegassero bene i motivi per l’istituzione di un comitato che vede poi la presenza di ben 2 (DUE!!) membri su un totale di 9 nominati da Confindustria, di cui Univideo fa parte. Che serva a rafforzare la posizione di SIAE e Univideo nelle leggi dello stato? Istituisce una Lobby di stato?
Adesso devo però fare una doverosa precisazione.
Questo mio non vuole essere in alcun modo una difesa di chi illegalmente scarica musica o film dalla rete, penso che il lavoro vada sempre tutelato, ma vuole essere un atto di accusa al lassismo ed alla superficialità con la quale si affrontano argomenti sicuramente importanti.